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Vendere online in UE? Scopri come gestire correttamente l’IVA con OSS, IOSS e prepararti al pacchetto ViDA

Vendere online in Europa rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane, allo stesso tempo una sfida dal punto di vista fiscale, infatti, chi opera con e-commerce e raggiunge clienti in diversi Paesi dell’Unione Europea deve affrontare una normativa IVA articolata e in continua evoluzione.

L’UE ha introdotto regimi opzionali come l’OSS (One Stop Shop) e lo IOSS (Import One Stop Shop) per semplificare la gestione dell’imposta sul valore aggiunto, ed è in arrivo una nuova riforma digitale, il pacchetto ViDA (leggi anche il nostro articolo sul pacchetto VIDA).

In questo articolo analizziamo cosa le PMI italiane devono sapere nel caso si venda in più Paesi UE, quali strumenti possono usare per semplificare gli adempimenti IVA e come prepararsi alle novità in arrivo tra il 2026 e il 2030.

E-commerce e vendite in UE: perché la gestione IVA è complessa

Vendere online in Europa significa operare in più Stati membri con normative IVA diverse. Fino a pochi anni fa, ciò comportava la necessità di registrarsi ai fini IVA in ciascun Paese di destinazione, con costi amministrativi elevati. Oggi, grazie ai regimi OSS e IOSS, è possibile gestire tutta l’IVA da un unico Stato membro, semplificando le dichiarazioni e i versamenti.

1. OSS: lo sportello unico per le vendite intracomunitarie

Dal 1° luglio 2021, il regime OSS consente ai venditori online di dichiarare l’IVA su tutte le vendite B2C effettuate in UE tramite una sola dichiarazione trimestrale.
Il regime OSS One Stop Shop è opzionale ed è particolarmente utile per le vendite a distanza intracomunitarie di beni, i servizi digitali e altri servizi B2C, le Cessioni domestiche facilitate da piattaforme online.
Con l’OSS si evita l’apertura di posizioni IVA in ogni Stato UE, con un notevole risparmio in termini di tempo e risorse.

2. IOSS: il regime per le vendite di beni importati da Paesi extra UE

Per chi vende beni importati da Paesi Extra-UE in Europa (es. dropshipping), il regime IOSS è la soluzione ottimale. Applicabile alle spedizioni di valore inferiore a 150 euro, consente di pagare l’IVA nel Paese di destinazione direttamente al momento della vendita, evitando sorprese in dogana e velocizzando le consegne.

3. Pacchetto ViDA: la rivoluzione digitale dell’IVA europea

Il Pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age) porterà cambiamenti significativi tra il 2026 e il 2030, tra cui l’estensione del regime OSS anche ai trasferimenti di beni propri tra Paesi UE, la fatturazione elettronica intra-UE obbligatoria dal 1° luglio 2030, e gli obblighi rafforzati per le piattaforme digitali, che saranno considerate “prestatore presunto” in assenza di una partita IVA valida del fornitore (per maggiori dettagli leggi il nostro articolo).

Per le piattaforme e i marketplace, sarà fondamentale adattarsi per tempo, soprattutto in termini di raccolta e trasmissione dei dati tramite il sistema CESOP.

Comparativa dei regimi OSS e IOSS.
Caratteristiche OSS IOSS
Periodo di validità Dal 2021 Dal 2021
Operazioni Vendite intracomunitarie B2C Beni importati ≤150€ B2C
Periodicità dichiarazione Trimestrale Mensile
Obbligo registrazione in altri Paesi No No

Per vendere in Europa oggi non basta solo tradurre il sito e spedire all’estero. È fondamentale scegliere il regime IVA più adatto, adeguarsi alle nuove regole UE e affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità internazionale e digitale.
Le novità normative, come il pacchetto ViDA, rappresentano un’opportunità concreta per semplificare e internazionalizzare il proprio business.

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