3 aspetti da attenzionare prima di investire, ecco la normativa aggiornata per il triennio 2026–2028
La ZES Unica (Zona Economica Speciale) è una misura agevolativa introdotta per sostenere gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese che realizzano nuovi investimenti in specifiche aree territoriali agevolate.
Nel 2025 la misura ha rappresentato un importante strumento di supporto per molte imprese. Con la Legge di Bilancio 2026, la ZES entra però in una nuova fase: l’agevolazione viene prorogata fino al 2028, ma con regole che rendono necessaria una maggiore consapevolezza nella pianificazione degli investimenti.
Possono accedere al credito d’imposta ZES Unica le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dalla dimensione, che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nelle zone assistite individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027.
Restano esclusi dall’agevolazione:
- i soggetti operanti in specifici settori esclusi dalla normativa (tra cui energia, credito, assicurazioni e trasporti, salvo le eccezioni espressamente previste);
- le imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea;
- le imprese in stato di liquidazione o scioglimento.
Sono agevolabili esclusivamente gli investimenti che rientrano in un progetto di investimento iniziale come definito dalla normativa europea.
In particolare, sono ammessi:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi, anche acquisiti tramite leasing;
- immobili strumentali (acquisto, realizzazione o ampliamento);
- terreni strettamente funzionali alla realizzazione dell’investimento.
La normativa prevede però limiti precisi:
- il valore complessivo di immobili e terreni non può superare il 50% dell’investimento agevolato;
- non sono agevolabili progetti di importo inferiore a 200.000 euro.
La ZES Unica è quindi rivolta a investimenti strutturali, finalizzati allo sviluppo stabile dell’attività produttiva.
Nel 2025 il credito d’imposta ZES Unica è riconosciuto:
- in misura commisurata al costo dei beni agevolabili;
- nei limiti massimi consentiti dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027;
- con utilizzo esclusivo in compensazione tramite modello F24.
Tabella – Intensità massima del credito d’imposta ZES Unica (2025)
Regione | Piccole imprese | Medie imprese | Grandi imprese |
Abruzzo (zone assistite) | 35% | 25% | 15% |
Molise | 50% | 40% | 30% |
Basilicata | 50% | 40% | 30% |
Campania | 60% | 50% | 40% |
Calabria | 60% | 50% | 40% |
Sicilia | 60% | 50% | 40% |
Puglia | 70% | 60% | 50% |
Sardegna | 60% | 50% | 40% |
Nota: le percentuali indicano l’intensità massima teorica di aiuto prevista dalla normativa europea. L’importo effettivamente fruibile dipende dal rispetto dei limiti di spesa annuali.
La Legge di Bilancio 2026 (commi 438–443) modifica direttamente l’articolo 16 del DL 124/2023 e stabilisce che:
- il credito d’imposta ZES Unica è riconosciuto anche per gli anni 2026, 2027 e 2028;
- gli investimenti agevolabili possono essere realizzati fino al 31 dicembre 2028;
- per ciascun anno sono previsti limiti di spesa annuali;
- in caso di superamento dei plafond, il credito spettante è soggetto a un meccanismo di riparto proporzionale.
La ZES assume quindi una dimensione pluriennale, ma con una struttura più selettiva.
1️⃣ Il credito non è automatico
Dal 2026 il credito è riconosciuto nel limite delle risorse disponibili. Se le richieste superano il plafond annuale, l’importo spettante a ciascuna impresa può essere ridotto proporzionalmente.
2️⃣ Le tempistiche sono vincolanti
Per ogni anno sono previste:
- una comunicazione preventiva (31 marzo – 30 maggio);
- una comunicazione integrativa da presentare a gennaio dell’anno successivo.
La comunicazione integrativa è richiesta a pena di decadenza dall’agevolazione.
3️⃣ L’investimento comporta vincoli nel tempo
I beni agevolati e l’attività devono essere mantenuti nella sede ZES per almeno cinque anni. Eventuali cessioni o spostamenti anticipati comportano la rideterminazione o la revoca del credito.
La ZES Unica prorogata fino al 2028 rappresenta una concreta opportunità per le PMI che investono nel Mezzogiorno. Tuttavia, dal 2026 la misura richiede un approccio più strutturato, basato su pianificazione, rispetto delle scadenze e corretta gestione degli adempimenti.
La differenza non è data solo dall’investimento, ma da come viene progettato e gestito nel tempo.
Se stai valutando un investimento nel triennio 2026–2028, una verifica preventiva può aiutarti a sfruttare correttamente il credito d’imposta ZES Unica.
Con i nostri clienti ci occupiamo di supporto nella verifica dell’ammissibilità dell’investimento, la pianificazione degli adempimenti, delle tempistiche e la valutazione dell’impatto reale del credito sul progetto.
