Con Resto al Sud 2.0 arrivano contributi a fondo perduto fino a 200.000 € per giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno. Scopri come funziona, chi può partecipare e quali spese sono ammissibili.
l Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’11 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2025, ha dato ufficialmente avvio a Resto al Sud 2.0, la nuova misura che rilancia e potenzia il sostegno all’autoimpiego nel Mezzogiorno.
Con uno stanziamento complessivo di 356 milioni di euro, la misura punta a sostenere i giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale in una delle otto regioni del Sud Italia.
1. Requisiti soggettivi: chi può beneficiare dell’agevolazione
I destinatari sono giovani:
- Disoccupati (con DID attiva presso i centri per l’impiego);
- Inattivi;
- Inoccupati (con redditi minimi sotto le soglie fiscali), anche se in condizioni di marginalità o vulnerabilità sociale.
Sono escluse le attività nei settori agricolo primario, pesca e acquacoltura, oltre ai casi in cui l’imprenditore abbia cessato nei 6 mesi precedenti un’attività con lo stesso codice ATECO.
2. Le agevolazioni disponibili
La misura offre due strumenti principali:
- Voucher a fondo perduto
- Copertura al 100% delle spese ammissibili;
- Fino a 40.000 €, elevabili a 50.000 € per progetti innovativi, digitali o green.
- Contributo per programmi di investimento
- Fino a 200.000 € di spesa;
- Copertura dal 70% al 75% a fondo perduto, in base all’importo del progetto.
3. Spese ammissibili
Le spese finanziabili comprendono:
- Macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi;
- Software, piattaforme digitali, licenze, app;
- Marchi, brevetti e sviluppo del brand;
- Consulenze tecnico-specialistiche (max 30%), se erogate da Enti del Terzo Settore;
- Opere edilizie di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (solo nei programmi di investimento, fino al 50% del totale).
Non sono invece ammessi costi di gestione (personale, affitti, utenze, materie prime) e l’IVA resta un punto aperto per i soggetti in regime forfettario, in attesa di chiarimenti ufficiali da Invitalia.
4. Supporto e formazione
Oltre al contributo economico, ogni beneficiario riceve servizi di formazione e tutoring per un valore di 5.000 €, gestiti dall’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM). Un supporto che si è rivelato decisivo per la buona riuscita dei progetti già nelle versioni precedenti della misura.
Resto al Sud 2.0 non è soltanto un incentivo economico, ma un ecosistema integrato di sostegno alla nuova imprenditoria giovanile. Per i piccoli e medi imprenditori meridionali rappresenta un’occasione concreta di crescita, innovazione e rilancio del territorio.
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