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Digitalizzare i processi produttivi, ridurre i consumi energetici, formare il personale sulle nuove tecnologie è più di una scelta strategica, ma anche una grande opportunità fiscale.

Il Piano Transizione 5.0, previsto dal Governo italiano per il biennio 2024-2025, introduce un credito d’imposta che può arrivare fino al 45% per le imprese che realizzano investimenti in beni 4.0, sistemi di autoproduzione energetica e formazione sulle tecnologie innovative. Ma attenzione: per ottenerlo è necessario dimostrare un risparmio energetico reale.

Il beneficio non è automatico: richiede requisiti tecnici precisi, documentazione certificata e una pianificazione puntuale.
Ecco cosa sapere per non perdere questa occasione.

1. Soggetti beneficiari

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è rivolto a tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti esteri, svolte con qualsiasi forma giuridica, in qualsiasi settore economico e dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese).
Le uniche imprese escluse sono quelle in liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali senza continuità aziendale, nonché le imprese non in regola con gli obblighi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e con i versamenti previdenziali.

2. Investimenti che possono essere agevolati

Il credito d’imposta spetta per investimenti realizzati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, che portino a un miglioramento dell’efficienza energetica.
Sono agevolabili:

  • Beni materiali e immateriali nuovi (macchinari, impianti, software) 4.0, come da Allegato A e B della Legge 232/2016;
  • Impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, esclusa la biomassa;
  • Sistemi di monitoraggio e controllo dei consumi energetici;
  • Attività di formazione sulle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed ecologica.

Non è previsto un importo minimo di investimento, ma, è necessario che l’investimento porti a una riduzione dei consumi energetici complessivi dell’unità produttiva di almeno 3%, oppure, una riduzione dei consumi del processo coinvolto di almeno 5%.
Il rispetto di questi valori deve essere certificato da un tecnico abilitato, sia in fase iniziale (“ex ante”) che finale (“ex post”).

L’intensità del credito varia in base a due fattori: l’ammontare dell’investimento e la percentuale di risparmio energetico certificato.

Fascia di investimento Riduzione ≥ 3% (unità produttiva) Riduzione ≥ 6% (unità produttiva) Riduzione ≥ 10% (unità produttiva)
Fino a €2,5 milioni 35% 40% 45%
Da €2,5 a €10 milioni 15% 20% 25%
Da €10 a €50 milioni 5% 10% 15%

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta molto più di una semplice agevolazione fiscale: è uno strumento per ripensare l’impresa in chiave sostenibile, efficiente e digitale. Ma per coglierne davvero i benefici è necessario un approccio consapevole, tecnico e coordinato.

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