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Dal 2025 le imprese devono assicurarsi contro terremoti e alluvioni. Scopri chi è obbligato, le scadenze per dimensione aziendale e le sanzioni previste.

Le calamità naturali rappresentano una minaccia crescente per la stabilità economica delle imprese italiane. Per questo, lo Stato ha introdotto l’obbligo di stipulare polizze assicurative catastrofali per proteggere beni immobili e strumentali.
Con la Legge n. 39/2025, il Governo ha poi approvato una proroga differenziata in base alla dimensione dell’impresa, lasciando invariata la scadenza per le grandi imprese ma estendendo i termini per le PMI.

1. Soggetti obbligati e copertura

L’obbligo riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia, le imprese estere con stabile organizzazione in Italia.
I beni assicurabili sono quelli iscritti nelle immobilizzazioni materiali del bilancio (art. 2424 c.c. B-II, n. 1, 2, 3): terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature. Le polizze devono coprire i danni derivanti da terremoti, alluvioni, frane, esondazioni, inondazioni, per cui bisogna fare attenzione ai contratti che si stipulano.

2. Nuove scadenze in base alla dimensione aziendale

Con il Decreto approvato il 28 marzo 2025, sono state introdotte scadenze differenziate per dare più tempo a piccole e medie imprese di adeguarsi:

Categoria Dipendenti Fatturato (o bilancio) Scadenza Tolleranza sanzioni
Grandi imprese > 250 > €50 mln / €43 mln 01/04/2025 90 giorni (fino al 30/06/2025)
Medie imprese < 250 ≤ €50 mln / €43 mln 01/10/2025 Nessuna
Piccole imprese < 50 ≤ €10 mln / €10 mln 01/01/2026 Nessuna
Microimprese < 10 ≤ €2 mln / €2 mln 01/01/2026 Nessuna
3. Quanto costa la polizza? Attenzione al fattore territoriale

I premi assicurativi saranno calcolati in base alla zona geografica, come previsto dalla normativa IVASS. Le aree ad alto rischio sismico o idrogeologico avranno costi maggiori, mentre in zone a bassa sinistrosità si pagheranno premi più contenuti. La lista delle province a rischio sarà aggiornata con cadenza biennale.

4. Cosa succede se non si stipula la polizza?

Chi non stipula la polizza rischia conseguenze pesanti quali ad esempio l’esclusione da bandi pubblici, contributi e incentivi, la responsabilità degli amministratori in caso di danni, la perdita dei risarcimenti statali, poiché i contributi futuri potrebbero essere concessi solo “al netto” delle coperture assicurative.
Lo Stato storicamente ha sostenuto le imprese colpite da calamità, ma la nuova normativa suggerisce un cambio di approccio, premiando chi si è assicurato.

L’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali rappresenta una rivoluzione per la gestione del rischio d’impresa. Grazie alla proroga graduata, le imprese hanno più tempo per valutare le migliori soluzioni assicurative. Rimandare l’adesione potrebbe costare caro: economicamente, giuridicamente e in termini di reputazione aziendale.

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